Paola Severino: chi era costei? Luci e ombre del nuovo Guardasigilli

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Le uggiose schiere delle prefiche sono già partite: ululati, pianti greci, querimonie si levano come pestifere volute nell’azzurro cielo italiano, che da poco è tornato di un colore che non è più quell’azzurro-Forza-Italia. Ma non sono i famigli di Berlusconi a dolersi. No. Sono gli altri. «Il nuovo Governo è peggio di quello vecchio», «Siamo commissariati», «Le banche ci dominano» e via giaculando, fra padelle e braci che volano indisturbate come nelle cucine di un ristorante messicano. Va bene, vi piace andar controcorrente, siete orgogliosi epigoni del saggio salmone e ora che tutti gioiscono, voi avvertite intimamente l’imperativo categorico di vestire come una vedova in gramaglie. Ma, chiedo, non vi seccate, ogni giorno, di dovervi affacciare alla finestra e sentire da che parte spira il vento, prima di proferire un’opinione su una qualunque cosa? Non vi si intirizzisce quel dito umido che esponete alla brezza per poter poi dire «oggi c’è scirocco, io allora soffio a Nord-Ovest»? Questa Salmonologia, non vi stufa? Non capite che, ormai, siete così tanti a giocare a questo puerile gioco che vi siete mutati in conformisti di ritorno? Ma mi dedicherò all’iconografia del conformista di ritorno in un altro momento.
Ora voglio parlare degli ultimi rigurgiti di insofferenza contro questo Governo Monti di belle speranze che si sono indirizzati verso Paola Severino, nuovo Ministro della Giustizia.
Ora, che la Severino, si dice, sia stata ventilata da Alfano, non è certamente un punto di lode. Ma queste sue ‘spurie’ origini non bastano certo a squalificarla, semmai fanno solo storcere un po’ il naso.
In alcuni post che circolano in rete, ho trovato virulente accuse verso il Guardasigilli di questa fatta: ha difeso Geronzi, Caltagirone, Salvatore Buscemi condannato nel processo per la strage di Capaci, Gilberto Cardarozzi, condannato a 3 anni e 8 mesi per le violenze nella scuola Diaz, e ha dichiarato un reddito di 3 miliardi di lire nel 1998.
Io, sarà l’età, sarà lo scarso acume, sarà che non mi piace il salmone, ma non riesco a vederci un crimine in questo frangente. Molti indignati per caso della Rete in queste ore stanno gridando allo scandalo e le augurano il rogo. Vedono in questa scelta di Monti i semi di un funestissimo presagio per tutta la nazione Italia, che andrà incontro a sciagure che manco una profezia azteca. Io, invece, ci vedo una donna che faceva l’avvocato, attività per la quale era regolarmente abilitata, e che dichiarava i suoi redditi.
I più avvisati saranno infatti a conoscenza del fatto che l’ordinamento processuale tuttora vigente prevede che chiunque abbia diritto a una difesa, di qualunque cosa sia accusato. Perfino un Buscemi. Anche il Diavolo ha diritto a un avvocato. E poi, se vogliamo metterla su questo sdrucciolevole piano, risulta che la Severino abbia difeso anche Prodi nel processo sulla vendita della Cirio e rappresentato l’Unione delle comunità ebraiche italiane nel processo al nazista Erich Piebke (cosa che i geremia dell’ultima ora dimenticano spesso di dire). Insomma, la Severino ha difeso anche i “buoni”.
Sono io l’unico che sente odore di salmone avariato?
 
 
 

19 novembre 2011