La Russa? «Cocainomane». E se lo dice Fini...

Non sarà sfuggito ai più attenti che recentemente alla Camera La Russa, il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, ha rivolto un eclatante "vaffa" (in pieno stile Grillo) al Presidente della Camera Gianfranco Fini. Di tutta risposta, Fini gli ha dato del «cocainomane»  e poi, sempre davanti a tutti, lo ha invitato a farsi curare con urgenza*.

Ora, la cosa curiosa di questa faccenda sta proprio nella specificità dell'insulto. Mentre La Russa ha esortato Fini genericamente ad andare a quel paese, invito/augurio che centinaia di volte al giorno noi comuni mortali ci rivolgiamo vicendevolmente nella speranza che prima o poi si avveri, la risposta del leader del Fli è stata molto più puntuale e circostanziata. Non gli ha rivolto un vago «coglione» oppure che so, «stronzo» che, quando gli animi si scaldano, sono le contumelie che vengono per prime in mente (soprattutto se di fronte hai La Russa). No. Fini è stato preciso e dettagliato: ha detto proprio «cocainomane». Un improperio che sembra meditato, lucido, quasi frutto di una riflessione. O almeno di una cognizione di causa.

Si sa bene da quanto tempo Fini e La Russa si conoscano, e da quanto tempo i due si frequentino, oggi un po' meno piacevolmente di ieri. La deduzione che siamo portati a fare, dunque, è che l'offesa del Presidente della Camera possa non essere proprio una calunnia, ma che abbia un qualche fondo di verità. E che sia piovuta sulla testa del Ministro con accuratezza adamantina. Un'ingiuria chirurgica, se vogliamo. Come i missili intelligenti a cui La Russa è tanto affezionato. E che stavolta sembrerebbero effettivamente aver meritato appieno l'aggettivo che li contraddistingue. 





*Proprio La Russa e Giorgia Meloni l'anno scorso si fecero promotori di un test tricologico anti-droga sui parlamentari che, secondo La Russa, rappresentava «una importante misura anti-corruzione» per il mondo della politica. Un test che seguiva le polemiche sorte dopo i famosi tamponi delle Iene da cui risultava che un parlamentare su tre (fra quelli esaminati) faceva uso di stupefacenti.
Effettivamente riconosciamo anche noi l'urgenza di test di quel genere, dopo l'intervento di ieri di La Russa.



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31 marzo 2011